Italiani ed eolico amore a prima vista, peccato i politici…….

L’ ottanta peimpiantieolici.jpgr cento degli italiani vogliono che sia il vento a produrre energia, questo è il risultato della ricerca effettuata dall’Ispo e presentata a Roma da Renato Mannheimer.

L’87% cento degli intervistati ritiene che l’energia eolica, possa oltre che a produrre energia pulita, rilanciare lo sviluppo economico del nostro paese grazie alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Una posizione che non si basa su fantasie popolari ma sui numeri, nei primi sei mesi dell’ anno corrente, l’ eolico ha impiegato circa 1.000 addetti in più rispetto allo scorso anno, per un totale di a 25.530 occupati, 7.460 dei quali diretti, con una crescita occupazionale del 4,5 per cento, il tutto in barba alla crisi.

I dati sono stati oggetto di argomentazione durante la presentazione del Wind day, la giornata mondiale del vento promossa dall’Ewea, l’associazione europea dell’energia eolica e dal Gwec, il Global Wind Energy Council in tutta Europa.

L’ evento, è stato organizzato, per dare risalto all’importanza dell’utilizzo delle fonti rinnovabili come mezzo per riuscire a superare la crisi economica e climatica.

Per poter continuare sulla strada intrapresa però, diventa fondamentale un confronto sulle regole, in modo da garantire trasparenza, integrazione e sostenibilità tra l’eolico e il paesaggio, è ormai da sette anni che si aspettano queste regole, un ulteriore ritardo sarebbe francamente inaccettabile.

Un altro punto di vista, che esce rafforzato dall’ indagine, è la convinzione, espressa dal 60% degli intervistati, per cui l’eolico risulta importante non solo a livello occupazionale, ma per il suo ruolo strategico perché, a differenza degli altri settori energetici, sfrutta una fonte che non dipende dall’estero e che, per 3 italiani su 4, non è soggetta a crisi economiche e politiche.

Gli italiani sono dunque convinti e vogliono l’eolico, l’ 83% desidererebbe che il proprio fornitore aumentasse l’ utilizzo delle fonti di energia eolica.

Inoltre gli stessi intervistati, anche se risultano ben informati sul tema, e sulle norme inerenti l’ incentivazione pubblica che premia la produzione e la distribuzione attraverso gli impianti esistenti e non la costruzione di nuovi aerogeneratori, lamenta però la scarsa pubblicità e la mancanza totale di informazione in merito da parte dei media.

Quello che molti non capiscono, ma che purtroppo è ben visibile, visti gli orientamenti del governo a favore del nucleare, e’ il sistema dei certificati verdi, che prevede un taglio netto agli incentivi, le proteste nei confronti di questa manovra arrivano un po’ da tutte le parti, da Confindustria a Federutility.

Secondo l’Anev (Associazione nazionale energia del vento) la linea adottata dal governo, porterebbe a un deficit finanziario di 4,5 miliardi per gli investimenti in impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili già in esercizio, a cui bisogna aggiungere altri 2,8 miliardi previsti nei prossimi due anni, la perdita di 25.000 posti di lavoro attuali, e la mancata creazione nei prossimi due anni di ulteriori 20.000 impieghi, oltre a gravi danni energetici e ambientali.

In questo contesto si profila uno stop dell’industria italiana delle rinnovabili, mentre all’ estero come al solito la strada intrapresa è esattamente contraria alla nostra, ma noi abbiamo i nostri politici e tutti abbiamo visto il sorriso di Berlusconi e soci alla firma degli accordi di partnership, con francesi e russi, per lo sviluppo del progetto inerente la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia.

Italiani ed eolico amore a prima vista, peccato i politici…….ultima modifica: 2010-06-15T23:29:02+02:00da andato63
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